martedì 24 luglio 2007

Divinamente realtà



un tavolino in spiaggia... un fresco tramonto di fine luglio... sole arancione all'orizzonte... nell'aria note di cool jazz... Burt Bacharach per la precisione.
Lui e lei, su eleganti e comode poltrone di vimini, condividono quell'angolo di paradiso.
E mischiano conversazioni piacevoli a piacevoli sorsi di drink alla frutta, in un'atmosfera tenue, rilassata.
La brezza leggera gioca con una palma.
Intanto il sole sta per tuffarsi nel mare e diventa rosso fuoco, quasi a dimostrare che è stanco, e non vede l'ora che la sua amica luna arrivi a dargli il cambio.
Il sole quasi a contatto con l'acqua si è nascosto dietro la sagoma di lei e proietta negli occhi di lui il profilo della donna bellissima che ha di fronte, contornata di una luce che la rende più simile a sogno.
Incredulo, si strofina gli occhi... non è sogno... è divinamente realtà.

sabato 21 luglio 2007

Shopping...

Un po' per dimenticare la botta alla mia cinquetta (vedi post precedente), un po' perché l'avevo deciso da qualche giorno, stamattina, dopo aver sbrigato delle commissioni, ho caricato mio fratello Tony in macchina e ce ne siamo andati a fare un po' di shopping a Nola.

Prima tappa:
3Diline
ho comprato un paio di scarpe Adidas bianche con i dettagli (e le strisce) rossi metallescenti.

L'aneddoto:
Mentre sceglievo le scarpe, è passata una commessa chiatta con una pila di scatole nere (bella alta!). Camminando, questa balena vestita di nero ha inciampato su un tappeto ma è riuscita a non cadere (sfidando le leggi della fisica). Non ha, però, potuto evitare che le scatole cadessero. Risultato: scatole che si scoperchiavano, scarpe che rotolavano, imballaggi che svolazzavano per tutto il negozio... una fatica immane per non scoppiare a ridere.

Seconda tappa:
Expert
ho preso un telecomando universale della Thomson per il papà di Nunzia e ho dato una bella occhiata ai vari lettori DVD/DivX in esposizione... sopralluogo pre-acquisto.

La frase:
un vecchio cercava di spiegare ad un parente perché un lettore DivX fosse meglio di un altro con queste parole "Pecché chist, quann stai wardann, può cagnà 'o fatt ra television senz d'o stutà... e po' nge può wardà pure 'e ddiviss (ndr: DivX)".

Terza tappa:
Mast' Aniello (il meccanico)
cambio olio (e filtro) alla cinquetta.

Quarta tappa:
Corso T. Vitale (in particolare i negozi di abbigliamento e intimo)
ho comprato un costume bianco della Sorbino (che abbinato alle infradito prese ieri mattina fa molto "tipo da spiaggia").

Se esistesse una giustizia...

IL PRESENTE POST E' STATO SCRITTO
IN UN MOMENTO DI RABBIA INCONTENIBILE.

CONTIENE PAROLE PESANTI, DI CONSEGUENZA
SE NE SCONSIGLIA LA LETTURA
ALLE PERSONE SENSIBILI AGLI SPROLOQUI.

DON'T TRY THIS AT HOME
(QUANDO GIRANO, GIRANO!).


Se in questo mondo (e in particolar modo in questo sud Italia di merda) esistesse una qualche forma di giustizia (umana, divina, aliena, o che cazzo ne so)...

... io in questo preciso momento avrei tra le mani il figlio di puttana (cui auguro di spirare tra orrendi dolori entro pochi giorni) che mi ha dato una tremenda botta alla macchina mentre era parcheggiata.

La mia piccola cinquecento nera... un'ammaccatura enorme al lato destro (accanto al bocchettone del serbatoio).

E' la seconda volta che mi rovinano la macchina a Lauro (prima la Dedra e ora la "cinquetta")... sarebbe quasi il caso di non mettere più piede in quel posto di merda (mi scuso con Carlo che ci vive, ma sa che non ce l'ho con lui).

Ti maledico, chiunque tu sia... e ritieniti enormemente fortunato che né io né Tony abbiamo avuto modo di beccarti.
Ma non ti andrà sempre così liscia, figlio ritardato di una cagna malata.

giovedì 19 luglio 2007

Paolo Migone

ESILARANTE

martedì 17 luglio 2007

Chiamatela McLadren

McLadren

Una bella "figura di merda" tutta anglosassone (alla faccia della tanto decantata correttezza inglese): Nigel Stepney (inglese), Mike Coughlan (inglese), Ron Dennis (inglese) e la scuderia McLaren-Mercedes (anglo-tedesca).
Da tifoso accanito, quale sono, non voglio entrare nel merito della questione, ma voglio solo puntualizzare un paio di cose, secondo me, esilaranti:

  1. Voto 0 a Nigel "cretino" Stepney che, al di là dell'enorme scorrettezza dimostrata verso una scuderia che gli ha dato così tanto, ha avuto la brillante idea di trafugare una grossa parte delle procedure Ferrari (700 pagine!), farne una copia e rivenderle agli avversari. Una persona sana di mente avrebbe pensato bene, come minimo, di comprarsi una fotocopiatrice. Fatto sta che Nigel "cretino" Stepney... è andato in copisteria e ha detto "Mi fate due copie di questo, questo e quest'altro". Il signore della copisteria (che Dio lo benedica!) ha sospettato, ha telefonato, ha avvisato ed ha dato vita al peggiore scandalo della Formula1.
  2. Voto 3 al signor Mike Couglan che, complice in questa storiaccia, vistosi alle strette, ha pensato bene di accordarsi con la Ferrari per evitare la gattabuia. La Ferrari, in cambio, gli ha chiesto solo di dimostrare che la McLaren era effettivamente a conoscenza dei dettagli tecnici trafugati da Nigel "cretino" Stepney.
  3. Voto 1 a Ron Dennis, patron della scuderia incriminata. "La McLaren non è in possesso dei documenti della Ferrari" aveva detto, senza immaginare che quello spifferone di Couglan se la sarebbe letteralmente fatta sotto quando la procura di Modena avrebbe bussato alla sua porta. La McLaren, invece, conosce quei documenti quasi meglio di chi (leggasi Nigel "cretino" Stepney) li ha trafugati dalla sede Ferrari.
  4. Voto 0 alla scuderia McLaren-Mercedes: vista la piega che stava prendendo l'inchiesta, hanno pensato bene di diramare un comunicato per sistemare, una volta per tutte, la faccenda: "La scuderia è entrata, involontariamente, in possesso dei documenti tecnici della Ferrari nel mese di aprile...". Adesso esce fuori che già a metà marzo erano in possesso di quei documenti (e la faccenda è lungi dall'essere "bella che sistemata").
  5. Voto 1 a Bernie Ecclestone. Il proprietario del circus (da buon inglese qual è) si è subito preoccupato di gridare al mondo "La scuderia e i piloti non saranno penalizzati per le colpe del signor Couglan" (che suona un un po' come voler punire, in una rissa, solo chi ha tirato il primo pugno). Gli fa eco il sig. Max Mosley (presidente della F.I.A.) "Col cacchio! Chi sbaglia, paga! Eccome!".

lunedì 16 luglio 2007

Il tramonto del "Sole Azzurro"...


Il Sole Azzurro, mitico campeggio sul litorale di Latina, chiude i battenti.
Eh si, cari amici, il posto che per quasi 20 anni ha ospitato le vacanze estive della famiglia Rainone è stato sigillato e posto sotto sequestro.
Motivo?
La costruzione di fabbricati in muratura sulla maggior parte delle piazzole.
Per definizione, stando anche a quanto recita la legislatura in materia, un camping deve essere costituito esclusivamente da tende, roulottes, e al massimo qualche (piccolo) prefabbricato in legno.
Negli ultimi anni, però, c'era stata l'assurda rincorsa a chi colava più cemento sulla superificie della propria piazzola. Una sorta di gioco "a chi mett 'ngopp".

Bravi i coglioni...

L'amministrazione comunale di Latina si è accorta del fattaccio e ha deciso lo smantellamento e la chiusura dell'intero camping.
Alcuni tra voi hanno condiviso con me e la mia famiglia qualche divertente giornata di mare in quel di Latina. Sono contento dei ricordi che questo campeggio mi ha regalato e, come troppo spesso accade, mi dispiace che l'avidità di pochi "parvenus" (cafoni arricchiti) abbiano decretato la prematura chiusura di un pezzo della mia vita.
I compagni di merende al Sole Azzurro: Tony (mio fratello), Alessandro Giannini, Salvatore, Alessandro Mondo, Nuni, Peppe, Giorgia, Carlo... forse dimentico qualcuno...
Mi dispiace che altri non abbiano pututo divertirsi con noi a sperimentare la vita del camping, ma non si sa mai cosa la vita possa riservarci... magari strada facendo inciamperemo su un nuovo Sole Azzurro.

è notte, è Roma... intanto penso

Roma...
... ore 4 di una notte di luglio...
... caldo torrido e niente sonno.



La mia fronte, appoggiata al fresco metallo delle imposte di una finestra, che dà su una stradina secondaria di un quartiere centralissimo della Capitale, si corruga quando sento un lieve mormorio.
"Niente, è lei che si rigira nel letto" penso.
Quasi a voler confermare la mia intuizione, lei mormora di nuovo, ancora più dolcemente e trova la postura giusta per assecondare i sogni che le cullano la mente.
"Dio, quant'è bella!" penso.
E nel rendermi conto di quanta banalità e dolcezza siano perfettamente miscelate in questa frase, volgo lo sguardo verso le fessure delle imposte.
E intravedo il selciato, buio, illuminato solo da un lampione e dall'insegna di un hotel: arancione e verde.
In quella luce tutto prende i contorni del cartoon.
Così uno dei tanti tiratardi cerca parcheggio. Invano. E i suoi sforzi e il suo indugiare su ogni lembo di striscia blu lasciato libero da chi è rientrato in precedenza, mi distraggono per un po' dall'assordante silenzio di questa notte.
Una fontana, giù in strada, zampilla acqua senza sosta. Normalmente penserei che è un inutile spreco, ma stasera mi fa compagnia e, chissà, magari un leggerissimo rumore di fondo potrebbe conciliare il mio sonno.
Mi illudo.
Roma dorme su un materasso di sette colli.
Aspetto un sonno che non ne vuole sapere di bussare alla porta. E intanto penso.
"Certo che ci starebbe bene un bicchierino di vodka gelata..." penso.
E mi tornano alla memoria le persone che mi hanno accompagnato nella mia "avventura romana".
Conoscenti, sconosciuti, compagni, colleghi di studi, amici, nemici...
"Ciao a tutti, grazie di esserci stati!" penso.

domenica 15 luglio 2007

Una simpatica icona...

Cercavo un'immagine che rappresentasse questo blog, il suo contenuto e, soprattutto, il suo titolo... non avendone trovata una che facesse al caso mio... ci ho lavorato un po' su e...
che ne dite?...

Assordantemente: Red Hot Chili Peppers

Red Hot Chili Peppers...
what more can I say?


Sono rimasto 20 minuti fermo a pensare ad un aggettivo per i Red Hot Chili Peppers: ogni definizione, anche la più mirabolante e articolata, mi sembrava riduttiva.
Quindi lascerò che i Peperoncini di Los Angeles si presentino con la cosa che sanno fare meglio (di tutti): SUONARE.

ASCOLTA

Questo è un brano estratto dal loro ultimo lavoro in studio: "Stadium Arcadium" un doppio album semplicemente FAVOLOSO.

Nella foto, dall'alto:
Chad Smith (batteria), John Frusciante (chitarra), Antony Kiedis (voce), Michael "Flea" Balzary (basso)

A day at... IKEA

Un giorno da "IKEA"...


Finalmente, dopo anni di "Prima o poi ti ci porto", la mia girlfriend mi ha convinto a visitare "IKEA".
Beh, devo ammettere che, nonostante 2 ore di viaggio (tra andata e ritorno) e nonostante 3 ore trascorse a passeggiare tra letti, cucine, tavolini e ogni pezzo d'arredamento che mente umana possa voler infilare in una casa, IKEA mi ha piacevolmente sorpreso...
Oddio... dopo 2 ore passate a guardare 'sti cavolo di mini-appartamenti e ogni sorta di suppellettili e vasi e sedie e accessori... un po' di nausea ti viene!
E infatti ecco che mi prende uno di quei mal di testa impressionanti... l'ultima ora e il viaggio di ritorno sono stati (molto) meno piacevoli dell'andata.
Comunque resta il fatto che Ikea è davvero un posto carino, ma solo se hai davvero l'esigenza di comprare qualcosa (il massimo sarebbe andarci per arredare una stanza intera, se non addirittura una casa); per me che ero un semplice visitatore... l'esperienza non è stata tutta rose e fiori.
Tanto per iniziare, guardare tutte quelle pentole, tegami, piatti, bicchieri, ecc. ha decisamente messo a dura prova la mia virilità (e la mia pazienza). Fortuna che, appena intravedevo la sagoma di un letto (o di un divano letto), la mia mente mi proiettava in un mondo di lussuria e mascolinità per salvarmi dall'infrociamento.
Come se non bastasse, la maggior parte dei clienti era costituita da giovani coppiette (probabilmente in odore di matrimonio) che tubavano come piccioncini e prendevano le misure per arredare la loro futura casa.
Qualunque primate di sesso maschile che sia stato in contatto con una donna per più di 20 minuti sa che, mentre lui pensa al sesso per il 90% del tempo che trascorre sveglio (e nel restante 10% pensa al suo sport preferito), lei, per circa l'80% del tempo in cui ha gli occhi aperti, pensa al matrimonio (o a una qualche forma di unione eterna, indissolubile e asfissiante).
Di conseguenza, la scenetta degli sposi novelli viene vista dalla tua compagna con occhi sognanti (se non addirittura con un pizzico d'invidia). E se non sei attento a cogliere questo suo sentimento e a rimediare con una frase tipo "Noi ci amiamo moooolto più di loro, non c'è paragone tra la nostra e la loro storia..." potrebbero nascere situazioni potenzialmente esplosive :-)
In conclusione, Ikea è un'odissea tra i mobili dove non puoi concederti il lusso di prendere una scorciatoia, perché correresti il rischio di ritrovarti al punto di partenza, ma tutto sommato è piacevole da visitare...

A volte un treno...



A volte un treno corre allontanandosi da posti che ami, da persone cui vuoi bene, da momenti intensi...
e ti trascina con se, fregandosene se vorresti un solo istante in più per assaporare ancora suoni, colori, o l'abbraccio di qualcuno.
Le porte si chiudono e ti resta l'angusto spazio di un finestrino in cui, come in una dannata televisione, scorre il finale di un film che avresti voluto non finisse mai.
Un viso amico che ti saluta con un sorriso triste, o, peggio, un viso amato che ti saluta con le lacrime agli occhi.
E tu lì, solo, tra decine di persone...
il treno è fatto per pensarci su, per compilare un doloroso bilancio di ciò che si è perso... e la battaglia non è mai senza vittime.
Ma magari un giorno un altro treno, più benevolo, ti riporterà al punto di partenza e non più lacrime, ma sorrisi scorgerai da quel finestrino e oltre la porta ci saranno affettuose braccia aperte ad attenderti. A volte un treno...

Hello World


Non potevo intitolare diversamente il primo post del mio blog:

"Hello world"
ciao mondo che leggi queste mie righe (perché ti piace o perché forse non hai di meglio da fare).
Sono qui, in camera mia. Pomeriggio asfissiante, di una torrida giornata di metà luglio. Pensieri in testa, tastiera sotto le dita. Ansia pre-esame.
Ciao lettore. Ti abbraccio in nome di una amicizia, nata e consolidata dal fatto che i tuoi occhi che scorrono queste pagine sono l'unico motivo per cui questo blog esiste.