Il pre-gara è di quelli incandescenti. Non solo per la temperatura di atmosfera ed asfalto (che invidia vedere tutti in calzoncini e t-shirt mentre qui si gela dal freddo!), ma anche per la fisiologica tensione che accompagna il primo appuntamento del mondiale di F1.
Qualche scaramuccia di tipo tecnico-regolamentare è d'obbligo, così la McLaren deve giustificare un dispositivo, azionato dai piloti con un ginocchio, che permette di mandare in stallo l'alettone posteriore in rettilineo (e quindi ottenere un incremento di velocità). Il dispositivo è stato giudicato perfettamente regolare.
La griglia di partenza, per chi segue la F1 da qualche anno, è praticamente una rivoluzione di nomi e livree mai visti: tante nuove scuderie, tanti nuovi piloti e molti cambiamenti estetici anche nei team di più vecchia data (basti pensare che addirittura la Ferrari è decisamente più "bianca" di come sia mai stata, la Renault è tornata al vecchio giallo, sono spuntate le nuove livree argentate della scuderia Mercedes).
Dunque è arrivato il momento di tradurre tutti i progetti e i test invernali in tempi sul giro: fa meglio di tutti, nell'ultima sessione di qualifiche, la Red Bull di Sebastian Vettel. Il tedesco si piazza davanti alle due Ferrari (con Massa che precede Alonso).
Sperando che il circus si sia lasciato finalmente alle spalle i veleni della sua più recente storia, alle 13.00 (ora italiana) si accende il semaforo verde sul campionato 2010, guidato dalla nuova accoppiata Bernie Ecclestone-Jean Todt (succeduto a Max Mosley - di cui nessuno sentirà la mancanza - alla guida della FIA).
domenica 14 marzo 2010
sabato 31 maggio 2008
God Save The Open Source
Avete comprato il vostro portatile nuovo di zecca. Bello, scintillante, molto figo e costoso!Siete corsi a casa e l'avete tirato fuori dalla scatola in tutta fretta, impazienti di iniziare ad usarlo.
L'avete poggiato con cura sulla scrivania, vi siete presi la briga di staccare la batteria e collegare l'alimentazione, vi siete addirittura lavati le mani per non imbrattarlo già al primo utilizzo.
E' il momento: premete il tasto di alimentazione e, con un po' di paura e di emozione, fissate tutto quello che avviene sullo schermo.
Sta partendo (ma quanto ci mette?)... ecco, forse ha finito... ma che cos'è questo? Questo è Windows Vista! Nooooooooooooo...
Chi diavolo ha deciso che in ogni dannato portatile oggi in commercio DEBBA essere installata (e quindi pagata) una copia qualunque di Windows Vista? Perché?
Dannazione... io non pregiudizi (giudizi negativi sì, però) contro i sistemi operativi Microsoft, però mi piacerebbe che chi produce un portatile si ponga il problema di chiedermi quale sistema operativo vorrei sul MIO computer.
Ok, ok... niente panico... magari Vista non è pessimo come molti dicono e poi questo ha il Service Pack 1... diamogli una chance.
Ok, allora... io sono uno studente universitario... di cosa ho bisogno? Office, naturalmente... guarda, che bello... è già installato! Come? Che dice? Versione di prova per 60 giorni? Hmmmm... dovrei spendere quasi 500€ per comprarmelo... e adesso come faccio?
Beh... la risposta è: "Me lo scarico da eMule".
Sbagliato, cari miei!
Sbagliatissimo!
Viviamo in un'epoca storica in cui è in corso una rivoluzione culturale: la rivoluzione dell'open source.
"Open Source" significa "Codice Aperto" e in questa categoria rientrano SOLO programmi gratuiti e il cui codice sorgente sia disponibile a tutta la comunità.
Oggigiorno, tranne pochi casi e quasi sempre collegati ad esigenze professionali, non c'è programma a pagamento che non abbia una sua controparte "Libera".
Volete un esempio?
Microsoft Office può essere tranquillamente sostituito da OpenOffice.org (una suite di programmi per ufficio completamente gratuita e compatibile con i formati .doc .xls .ppt di Microsoft Office)
La lista delle alternative open source è lunghissima e molto difficile da tenere aggiornata in quanto il panorama open source si muove molto rapidamente grazie al contributo di milioni di sviluppatori nel mondo.
Vi consiglio, per questo motivo, di visitare spesso il sito http://www.osalt.com che fornisce una lista dei software commerciali e delle alternative open source ad essi.
Dulcis in fundo, è possibile sostituire il proprio sistema operativo (nel nostro caso Windows Vista) con un sistema operativo open source di cui negli ultimi anni si fa un gran parlare: Linux.
Sarebbe anche ora che i produttori di hardware la smettessero di propinarci l'ultimo arrivato di casa Microsoft e ci dessero la possibilità di scegliere il nostro sistema operativo al momento dell'acquisto.
venerdì 30 maggio 2008
Soft Tone

Immagina una notte tiepida:
calda di buone sensazioni
e fresca di brezza di mare.
Immagina un posto:
tranquillo, niente chiasso,
ma frizzante di gente allegra.
E immagina due persone.
Due mani unite d'affetto
E un po' di paura nel cuore.
Pensa ai momenti,
alle parole, ai gesti.
Pensa
al morbido tono
della mia voce
sussurrarti
nell'orecchio.
E pensa ai brividi
che da quei sussurri
nascevano.
Mentre cercavo
di conservare il tuo
profumo nella mia testa.
Temendo che gli eventi
l'avrebbero confinato
nell'angusto spazio
dei miei ricordi.
E' con lo stesso
morbido tono
di voce
che ringrazio
il destino di avermi
concesso di conoscerti.
Vada come vada.
calda di buone sensazioni
e fresca di brezza di mare.
Immagina un posto:
tranquillo, niente chiasso,
ma frizzante di gente allegra.
E immagina due persone.
Due mani unite d'affetto
E un po' di paura nel cuore.
Pensa ai momenti,
alle parole, ai gesti.
Pensa
al morbido tono
della mia voce
sussurrarti
nell'orecchio.
E pensa ai brividi
che da quei sussurri
nascevano.
Mentre cercavo
di conservare il tuo
profumo nella mia testa.
Temendo che gli eventi
l'avrebbero confinato
nell'angusto spazio
dei miei ricordi.
E' con lo stesso
morbido tono
di voce
che ringrazio
il destino di avermi
concesso di conoscerti.
Vada come vada.
mercoledì 28 maggio 2008
I Love Music
Una costante della mia vita è stata una precocissima passione per ogni genere di musica.Infatti mia mamma racconta che, prima di nascere, ogni volta che lei ascoltava musica classica iniziavo ad agitarmi nel pancione.
Purtroppo non ho coltivato questa mia inclinazione musicale con lo studio di qualche strumento (avendo fin da piccolo preferito i calcolatori a chitarre o pianoforti), ma è sempre rimasto vivo in me il desiderio di esprimermi musicalmente.
Ho avuto in dono una pianola Bontempi e ho imparato le sfumature di frequenza che caratterizzano ogni nota; poi alle scuole medie mi hanno costretto a suonare il flauto dolce (uno strumento davvero cretino) e lì ho imparato che le note non si differenziano solo per la frequenza, ma conta anche il timbro e la forma d'onda che hanno (quindi lo strumento che le emette).
Negli anni, tuttavia, ho scoperto di essere particolarmente intonato rispetto ai compagni di classe delle scuole elementari e medie (beato chi ha un solo occhio in un paese di ciechi), quindi ho preso ad esercitare anche l'ugola :-)
Ho, in seguito, avuto la fortuna che a mio fratello fosse regalata (su sua specifica richiesta) una chitarra classica. Questa chitarra, dopo il primo giorno, è stata riposta nella sua custodia e da lì non si è più mossa finché io non ho trovato, spulciando un vecchio libro di musica, una guida all'accordatura.
Così ho imparato ad accordare la chitarra (una fatica immane!) e mi sono detto: "Perché non provi a fare qualche nota?" (una fatica ancora più immane).
Beh, da quel giorno ho iniziato ad appassionarmi alla chitarra. Ho imparato qualcosina "ad orecchio" ma la mia tecnica non si discosta molto da quella famosa "prima nota" :-)
L'avvento di computer "multimediali" (parlo del lontano 1997) mi ha concesso un'opportunità unica: la musica digitale.
Poter produrre musica col computer, dava la possibilità a chi, come me, ignorava anche i rudimenti di teoria musicale e inoltre non sapeva mettere mano ad uno strumento, di esprimersi musicalmente.
Non mi sono lasciato sfuggire l'occasione e, lentamente ma con costanza, ho imparato ad usare uno strumento di tortura chiamato "Fast Tracker 2".
Si tratta di un "Tracker" (ma va?), cioè un software musicale basato sul concetto di "Traccia musicale", scritto in linguaggio c per i sistemi operativi DOS (si, quelli dei vecchi computer senza interfaccia grafica).
Ho torturato le orecchie della mia famiglia e dei miei amici per anni, costringendoli ad ascoltare le mie "composizioni" elettroniche.
Oggi le cose sono un po' cambiate: ho comprato un'altra chitarra classica e una elettrica, non uso più il fast tracker ma Fruity Loops (o Cubase), ma le mie capacità restano quelle (scarse) di una volta.
Ho seguito all'università un corso chiamato "Laboratorio di Informatica Musicale" che mi ha dato qualche dritta su come migliorarmi un po', quindi ha dato nuova linfa vitale alle mie velleità artistiche.
E oggi sono uno che non sa suonare, ma strimpella la chitarra, non sa cantare, ma si cimenta in qualche vocalizzo, non sa distinguere le note su un pentagramma, ma addirittura compone musica.
Adesso che scrivo, indosso una T-Shirt omaggio della Kenwood che ha una scritta sul petto: "I LOVE MUSIC"... è proprio quello che sento: io amo la musica in ogni sua forma: è un calmante ed un eccitante, può rallegrarti o farti piangere, può accompagnare una nascita oppure una morte.
La musica può tutto e il contrario di tutto.
Quell'amico di vecchia data...

Abbiamo più o meno tutti quell'amico di vecchia data con cui abbiamo condiviso momenti piacevoli e che non ci dispiacerebbe risentire. E' lo stesso amico che non sentiamo da una vita per un qualche oscuro motivo. Eppure ci piacerebbe tornare in contatto con lui, magari componiamo anche il suo numero, solo che finisce sempre che non abbiamo "il coraggio" di sentire la sua voce.
A volte, però, capita che la voglia di chiedergli "Come va?" sia abbastanza grande da permetterci di fare il "salto nel vuoto" e chiamarlo.
E così sto facendo io con questo mio "amico blog".
E' trascorso più di un anno dall'ultimo post, mio caro blog.
Non che in questo periodo siano mancate cose da raccontare, è solo che non l'ho fatto. Pigrizia? Forse. Ma più probabilmente è colpa del fatto che le quattro persone che leggono le mie righe sanno già quasi tutto di me.
Quindi, mio caro blog, saremo io e te. Due buoni amici che si raccontano storie di vita (vissuta o sognata).
domenica 2 settembre 2007
Perché?
Dubio, ergo cogito.
Cogito, ergo sum.
Cogito, ergo sum.
Manifesto programmatico di quello che, secondo me, è l'unico modo sensato di trascorrere il lasso di tempo che chiamano vita.
Esortazione al pensare.
Pensare inteso come riflettere, ragionare su ogni cosa che capita a tiro.
Dubio ergo cogito...
Dubitare, porsi domande, chiedersi il perché e non accettare tutte le cose come verità assolute.
Null'altro, se non la religione, deve essere accettato per "fede". E' l'unico modo che abbiamo per trovare le risposte.
Pensate un po' se Charles Darwin non si fosse messo in atteggiamento critico nei confronti delle teorie creazioniste... saremmo ancora, come nel medioevo, convinti che l'uomo sia apparso sulla terra così com'è, negando, in questo modo, lo sterminato lavoro di affinamento e perfezionamento che la natura in milioni di anni ha messo in atto per produrre una creatura complessa quale l'essere umano.
Se Galileo e Newton avessero preso per buone le teorie geocentriche, oggi niente satelliti in orbita, niente SKY, niente GPS, ecc. ecc.
Chiedete il perché di tutto, e se non sapranno rispondervi, allora non è detto che abbiano ragione loro.
E rispondete a chi vi chiede "Perché?". In tal modo l'aiuterete a comprendere meglio e gli darete la possibilità di rispondere a sua volta a qualcuno che gli domanda "Perché?".
Vi siete mai chiesti perché per salutare diciamo "Ciao"?
"Ciao" deriva dal dialetto veneto arcaico ed è la trasformazione di "Sciao Tuo" (schiavo tuo) che è diventato "Sciao" (schiavo) per poi assumere la forma definitiva di "Ciao".
Quindi, quando salutate qualcuno dicendogli "Ciao", gli state comunicando di essere ai suoi servizi.
Meglio chiedersi sempre il perché, no?
Esortazione al pensare.
Pensare inteso come riflettere, ragionare su ogni cosa che capita a tiro.
Dubio ergo cogito...
Dubitare, porsi domande, chiedersi il perché e non accettare tutte le cose come verità assolute.
Null'altro, se non la religione, deve essere accettato per "fede". E' l'unico modo che abbiamo per trovare le risposte.
Pensate un po' se Charles Darwin non si fosse messo in atteggiamento critico nei confronti delle teorie creazioniste... saremmo ancora, come nel medioevo, convinti che l'uomo sia apparso sulla terra così com'è, negando, in questo modo, lo sterminato lavoro di affinamento e perfezionamento che la natura in milioni di anni ha messo in atto per produrre una creatura complessa quale l'essere umano.
Se Galileo e Newton avessero preso per buone le teorie geocentriche, oggi niente satelliti in orbita, niente SKY, niente GPS, ecc. ecc.
Chiedete il perché di tutto, e se non sapranno rispondervi, allora non è detto che abbiano ragione loro.
E rispondete a chi vi chiede "Perché?". In tal modo l'aiuterete a comprendere meglio e gli darete la possibilità di rispondere a sua volta a qualcuno che gli domanda "Perché?".
Vi siete mai chiesti perché per salutare diciamo "Ciao"?
"Ciao" deriva dal dialetto veneto arcaico ed è la trasformazione di "Sciao Tuo" (schiavo tuo) che è diventato "Sciao" (schiavo) per poi assumere la forma definitiva di "Ciao".
Quindi, quando salutate qualcuno dicendogli "Ciao", gli state comunicando di essere ai suoi servizi.
Meglio chiedersi sempre il perché, no?
mercoledì 22 agosto 2007
Thinkin' of a girl I never forgot...
Tsop Neddih
Just her golden hair in my mind.
No memory different than that.
Hair blowing in the wind
when she sats on the saddle
and she surrounded me
with her thin arms.
If I close my eyes
I can remember her
sweet, fresh smell.
She smelled like only
the angels smell.
I lost you, baby,
but I found a treasure:
my little, breathtaking
Nuni.
Just her golden hair in my mind.
No memory different than that.
Hair blowing in the wind
when she sats on the saddle
and she surrounded me
with her thin arms.
If I close my eyes
I can remember her
sweet, fresh smell.
She smelled like only
the angels smell.
I lost you, baby,
but I found a treasure:
my little, breathtaking
Nuni.
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